Petroliere in fiamme nel Golfo dell’Oman

Questa mattina nell’ arco di un’ora due petroliere in fiamme nel Golfo dell’Oman, forse è stato un attacco. Questa è l’ipotesi che ne viene fuori, dopo le esplosioni che hanno fatto divampare gli incendi. Addirittura sembra che una sia stata colpita da un siluro secondo Telegraph (giornale britannico).

Le due navi trasportavano metanolo e etanolo, erano dirette a Taiwan e Singapore, in loro soccorso la quinta flotta della Marina Statunitense e di Teheran. Salvi i 44 membri dell’equipaggio.

Il caso diventa internazionale, dato che già lo scorso 12 maggio 4 incidenti simili nella stessa zona, gli Stati Uniti di Trump accusano l’Iran degli incidenti accaduti.

L’Unione Europea cerca di calmare i toni chiedendo di evitare ogni tipo di provocazione. Intanto il prezzo del Barile sale arrivando quasi a 55 euro. L’Iran acconsente al dialogo e ribadisce che non bastano i sospetti per puntare il dito.

Da Tokyo emergono preoccupazioni, costretti a rifornirsi di fonti energetiche da altri paesi e non dall’Iran per evitare sanzioni USA. Infatti il tutto fa pensare ad una ripicca se c’è l’Iran dietro agli ipotetici attacchi nei confronti di Tokyo e di riflesso agli USA. Ecco perché ora i giapponesi non si sentono tranquilli se le petroliere vanno in fiamme nel Golfo dell’Oman.

Vediamo il video di una delle Petroliere in fiamme nel Golfo dell’Oman, pubblicato da Joyce Karam corrispondente di Washington su Twitter, mandato in onda dalla TV Iraniana.

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Parte dell'immagine tratta dal Faicisl.it

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