Inchiesta sulla SESA Ghedin si dimette

Il team Backstair di Fanpage.it ha realizzato un inchiesta sulla SESA, dopo tale inchiesta Ghedin si dimette. La SESA è uno stabilimento di smaltimento rifiuti e produzione di compost, uno dei più grandi d’Europa ed è la società di Este per i servizi ambientali. Adesso sotto il mirino dei giornalisti di Fanpage.it. L’inchiesta indaga su come vengono smaltiti i rifiuti e sul perché il compost risulta essere così maleodorante secondo le testimonianze dei cittadini. Dopo alcune analisi scoprono che il compost non è proprio di qualità. Anzi, sempre secondo l’inchiesta sulla SESA, sta distruggendo i campi dove esso viene sparso.

Inchiesta sulla SESA: “un’ offerta che non si può rifiutare“. Ghedin si dimette

Il tutto fa emergere molti dubbi sul corretto compostaggio dei rifiuti. Per non “sollevare il tappeto” a Fanpage.it Ghedin fa un’offerta. Per “mantenere il silenzio” o meglio per collaborare nella pubblicazione del reportage, l’offerta, si aggira sui 300 mila Euro di campagna pubblicitaria. Fanpage.it, testata giornalistica on-line, rifiuta e questo gli fa onore. Infatti l’inchiesta è uscita senza tagli o vizi.

Le conseguenze sono le dimissioni del responsabile delle relazioni esterne della SESA Fabrizio Ghedin dall’incarico di consulente del governo. Il suo ruolo era nella gestione della comunicazione della sottosegretaria della Lega Vannia Gava. Insomma Fanpage.it e il suo team investigativo hanno alzato un bel polverone. Forse ora i cittadini di Este e comuni limitrofi potranno “respirare” un po’ di verità su ciò che sta succedendo.

Intanto gli odori nauseabondi continuano tutt’ora ad essere presenti, i cittadini Estensi e non solo forse ora potranno mettere da parte la rassegnazione. Attendono con ansia di sapere cosa faranno le istituzioni per risolvere questa questione ambientale e di salute.

Un’altro scandalo colpisce ancora una volta le terre Venete, dopo l’esperienza con la falde acquifere contaminate dai famosi Pfas, nel Vicentino, dalla Miteni di Trissino. Tutto questo ha un prezzo e lo pagheranno i nostri figli se nessuno fa niente.

Parte dell’immagine tratta da Fanpage.it

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