Addio Dado Knorr a Verona

Addio Dado Knorr a Verona, la Uniliver Multinazionale proprietaria del famoso marchio di dadi da brodo ha deciso di delocalizzare la produzione. A Sanguinetto comune sotto la provincia di Verona lavorano 161 dipendenti, per 76 di essi è iniziata la procedura di licenziamento collettivo.

Un’altra storia di aziende che con la scusa del costo del lavoro in Italia troppo alto portano all’estero la produzione. Infatti la produzione di Dadi Knorr andrà in Portogallo. I sindacati insorgono assieme ai lavoratori dipendenti dello stabilimento presidiando la struttura.

Il direttore comunicazione di Unilever Italia, Gianfranco Chimirri, ha spiegato al Sole 24 ore che la delocalizzazione è legata al fatto della diminuzione di fatturato di oltre il 10% nel settore del dado da brodo. In altre parole per rispondere alle esigenze di mercato hanno dovuto prendere questa dura decisione.

La multinazionale fa dire addio al dado Knorr a Verona da ben oltre 50 anni, ma garantisce che lo stabilimento non verrà chiuso. Tutte le altre linee di produzione come i risotti in busta, i dadi in gel e le marmellate resteranno attive.

Dopo i fatti di Mercatone Uno e Whirlpool a Napoli arriva un’altra “gatta da pelare“, come dice il detto, per il mercato Italiano e il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Il quale avrà il suo bel da fare in questi giorni, per risolvere queste situazioni che potrebbero segnare pesantemente il futuro dell’economia Italiana.

L’Addio Dado Knorr a Verona fa nascere una domanda

Perché le aziende vanno via dall’Italia?

I problemi purtroppo sono tanti e di grado ben superiore. Massimo Blasoni, presidente di Impresa Lavoro, intervistato a Mattino 5, afferma che è difficile fare impresa in Italia e fa un confronto con le imprese in Germania.

I motivi sono tanti, continua Blasoni, come la tassazione sul lavoro, la difficoltà di assumere e licenziare, burocrazia, il costo del denaro; ma queste sono scelte politiche.

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Parte dell'immagine tratta dal sito Faicisl.it

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